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Obiettivo di questo insieme di tecniche è ottimizzare l’uso delle risorse e ridurre
il degrado del terreno attraverso la gestione integrata del suolo, dell’acqua e delle risorse
biologiche esistenti. Ecco una piccola guida per saperne di più
L’agricoltura conservativa,
che cos’è?
• CURIOSITÀ •
colturali diversificate, per
favorire i microrganismi
del suolo e combattere
le erbe infestanti,
i parassiti e le malattie
delle piante.
Fasi di attuazione
Generalmente per arrivare
a una vera applicazione
dei principi dell’agricoltura
conservativa bisogna
passare attraverso alcune
fasi nell’arco di due
o più anni:
1.
L’aratura del terreno
è interrotta e al suo
posto vengono usate
tecniche di non
lavorazione (semina
su sodo) o di
lavorazione ridotta.
Almeno un terzo della
superficie del suolo
rimane coperto
da residui colturali
e dopo il raccolto
della coltura principale
si introducono colture
di copertura (intercalari).
In questa fase può
verificarsi una riduzione
delle rese
2.
Le condizioni del suolo
e la fertilità migliorano
naturalmente grazie
alla sostanza organica
prodotta dalla
decomposizione
naturale dei residui.
Erbe infestanti e parassiti
tendono ad aumentare e
devono essere controllati,
chimicamente o con
altri mezzi
3.
Vengono introdotte
o migliorate le rotazioni
colturali
4.
Il sistema di
produzione raggiunge
un equilibrio ed è
possibile registrare un
miglioramento delle rese
rispetto all’agricoltura
tradizionale. Diminuisce
la necessità di utilizzare
sostanze chimiche per
il controllo di erbe
infestanti e parassiti
e per la fertilizzazione.
Vantaggi
Dall’applicazione
di queste tecniche si
ottengono molti benefici:
• miglioramento delle
riserve di carbonio
organico, dell’attività
biologica, della
biodiversità aerea e
sotterranea e della
struttura del suolo
• diminuzione dell’erosio-
ne e del ruscellamento:
aumentano l’infiltrazione
dell’acqua e la resistenza
del suolo alla compattazione
• diminuzione dei costi di
manodopera e dell’energia
utilizzata per le operazioni
di preparazione e
sarchiatura dei terreni
• diminuzione della
necessità di fertilizzanti
e di interventi per
il recupero dei terreni.
Alcuni dei vantaggi
elencati diventano
evidenti quando
il sistema si stabilizza,
nel corso di 4-5 anni.
a favore della categoria.
Le difficoltà hanno spinto
gli agricoltori alla ricerca
di nuove tecnologie
più produttive, meno
costose e in grado
di mantenere il suolo
fertile negli anni.
Pratiche agricole
L’agricoltura conservativa
si caratterizza per
l’utilizzo di un insieme di
pratiche, ognuna avente
una propria finalità:
• alterazione minima del
suolo (tramite la semina
su sodo o la lavorazione
ridotta del terreno) per
preservarne la struttura,
la fauna e la sostanza
organica
• copertura permanente
del suolo (colture di
copertura, residui e coltri
protettive) per proteggere
il terreno e contribuire
all’eliminazione delle erbe
infestanti
• associazioni e rotazioni
Storia
Le tecniche di
agricoltura conservativa
hanno avuto origine
negli Stati Uniti.
Qui, negli anni ’60,
si era presentata la
necessità di limitare la
rapida perdita di fertilità
delle praterie che stava
mettendo a repentaglio
il primato degli USA
come Paese esportatore
mondiale di cereali.
Per una vasta diffusione
dell’agricoltura
conservativa però
bisogna attendere
la fine del secolo scorso,
quando in America
Meridionale è diventato
prioritario l’uso di
queste tecniche a causa
delle sofferenze degli
agricoltori dovute
ai bassi prezzi che
i cereali hanno avuto
per un lungo periodo
e alla mancanza
di sovvenzioni
Per approfondimenti:
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